mercoledì 26 ottobre 2016

CELLOLE - Farmacia comunale, la sentenza della Corte dei Conti: è tutto irregolare. Sarno: ecco la verità (Il Video)

CLICCA QUI PER IL VIDEO.


CELLOLE (Matilde Crolla) – La Corte dei Conti sentenzia: la farmacia comunale di Cellole non è in regola. 
Duro smacco per i politici locali, in particolare per coloro che hanno ‘sponsorizzato’ l’apertura della sede in via Napoli come gli ex amministratori cellolesi Aldo Izzo e Antonio Lepore, ma soprattutto per l’imprenditore e farmacista, Luigi Mascolo. Vittoria raggiunta, invece, dall’ex consigliere comunale e candidato ‘trombato’ alle scorse elezioni amministrative, nella lista ‘SiAmo Cellole’ con Angelo Barretta sindaco, Umberto Sarno. 
Questi dal 2012 sta portando avanti una battaglia per portare alla luce le diverse irregolarità che interessano la farmacia comunale, istituita dopo l’adesione del Comune di Cellole, con delibera di consiglio comunale nel maggio 2014, al Ciss, il consorzio intercomunale per i servizi socio-sanitari, cui fanno parte diversi Enti comunali della provincia di Caserta. La sentenza della Corte dei Conti è stata pronunciata nei giorni scorsi ed ora è compito del sindaco, Angelo Barretta, attivarsi per regolamentare la stessa farmacia comunale. 
Secondo l’ex consigliere Umberto Sarno “i presupposti del sindaco Barretta non sono dei migliori, visto che ha delegato il suo vicesindaco, Francesco Lauretano, a presenziare al dibattimento della Corte dei Conti per tutelare l’Ente comunale. Infatti non dimentichiamo- sostiene Sarno- che Lauretano è anche il braccio destro di Luigi Mascolo. Il componente di quell’aria mascoliana presente nella lista ‘SiAmo Cellole’ in cui io ero candidato. Componente che non vedevo di buon occhio al mio fianco nella competizione elettorale, perché da anni sto facendo una battaglia proprio contro la farmacia comunale di Cellole. C’è stata un’occasione in cui Barretta mi assicurò che la componente mascoliana nella lista non sarebbe stata un problema. Cercò di mettere a tacere le mie perplessità assicurandomi che avrebbe proceduto alla regolamentazione della stessa farmacia, anche perché lui in passato mi invitava ad andare avanti nella mia battaglia finalizzata a portare alla luce le irregolarità della stessa. Ed, invece, che cosa ha fatto il mio caro amico Barretta? Non mi ha fatto eleggere- incalza Sarno-. Evidentemente non ero proprio il suo pupillo come qualcuno mi definisce, forse ero proprio il candidato più scomodo per lui. Dunque, probabilmente la mia mancata elezione non è stata proprio un caso. Forse è stata costruita a tavolino. Io sono stato l’agnello sacrificale per la vittoria di Barretta”. 
Ma Sarno entra anche nel merito della sentenza della Corte dei Conti e di quanto da lui sostenuto in questi anni. “C’è chi mi dava del folle, ma evidentemente così folle non ero. Sono stato lungimirante e la sentenza ne è una prova”. 
E continua: “Tutto risale agli anni 2006/2007 quando il sindaco di Cellole era Antonio Lepore. All’epoca tra i banchi dell’opposizione vi era Aldo Izzo, che è poi succeduto a Lepore nel 2011. Nella fase di rottura tra Lepore ed Izzo, e di conseguenza di Luigi Mascolo grande amico di Izzo fino a poco tempo fa, con delibera di giunta comunale Lepore chiede alla giunta regionale un censimento delle farmacie comunali. La Regione Campania risponde che Cellole ha diritto a due sedi di farmacia visto l’incremento demografico (una farmacia comunale per ogni 3500 cittadini ndr). La Regione Campania consiglia addirittura al sindaco Lepore di esercitare un diritto di prelazione ed istituire una farmacia comunale- spiega Sarno-. Arrivato, dunque, l’ok per la seconda sede, l’unico cittadino che si oppone alla nascita della farmacia comunale è l’unico farmacista presente a Cellole, Luigi Mascolo. Questi fa ricorso al Tar. Il Tar si esprime nel 2009 rigettando il ricorso di Mascolo che ricorre nuovamente al Consiglio di Stato. Il Comune si costituisce contro il ricorso di Mascolo, affrontando una spesa legale di circa 15mila euro. Ma anche il Consiglio di Stato ribadisce la sentenza del Tar Campania contro il ricorso del farmacista cellolese”. 
Sarno poi aggiunge: “Il sindaco Lepore che vince in nome del popolo cellolese contro Mascolo, poi nel 2011 si candida proprio con Mascolo. Nel 2012, nel consiglio comunale del 9 maggio, il Comune aderisce al Consorzio Ciss che rappresenta il 25 per cento di una società mista denominata ‘Incofarma’, la cui parte privata è la Socigess. Questa società è riconducibile a persone vicine a Mascolo”. 
Umberto Sarno sottolinea inoltre che sarebbe stato perpetrato un danno erariale a scapito dei cittadini “in quanto Lepore prima fa la guerra a Luigi Mascolo per la seconda farmacia e poi va a votare l’adesione al Ciss. Tra l’altro, non c’è stato un bando, ma un affidamento diretto. Dunque, nessun vantaggio per i cittadini cellolesi, anzi danno erariale per le spese affrontate dal Comune per difendersi dai ricorsi del farmacista Mascolo. Lepore da sindaco fa battaglia e poi da vicesindaco affida la farmacia a Mascolo. Questo è danno erariale. Era meglio evitare di andare a difendersi ed almeno risparmiavamo i 15mila euro- spiega Sarno-. L’istituzione di un servizio pubblico dovrebbe portare dei risvolti positivi alla comunità, dovrebbe esserci la concorrenza con la farmacia privata anche in termini di costi a vantaggio dei cittadini. Ed invece a Cellole questo non è accaduto, la seconda farmacia doveva essere affidata a chi non ha già una farmacia, proprio come vuole la legge. La farmacia così come è stata istituita è completamente irregolare. Le società pubblico-private prevedono la presenza dei Comuni e di un partner privato. Invece, il fatto che a Cellole l’Incofarma gestisca un servizio pubblico è un fatto contrario ad ogni norma di legge. Il Comune partecipa solo al 25 per cento, mentre il 75 per cento è affidato alla Socigess. Con questo 25 per cento al Comune non entra neppure un euro. Il Comune dovrebbe avere l’ultima parola, invece in questo caso l’Ente municipale non può fare nient’altro se non visionare i bilanci”.